INCIDISSET MENTIO M CATONIS

<Nuper cum incidisset mentio M Catonis, indigne ferebas, sicut es iniquitatis inpatiens, quod Catonem aetas sua parum intellexisset, quod supra Pompeios et Caesares surgentem infra Vatinios posuisset, et tibi indignum videbatur quod illi dissuasuro legem toga in foro esset erepta quodque a rostris usque ad arcum Fabianum per seditiosae factionis manus traditus voces inprobas et sputa et omnis alias insanae multitudinis contumelias pertulisset

Tum ego respondi habere te quod rei publicae nomine mouereris, quam hinc P Clodius, hinc Vatinius ac pessimus quisque uenundabat et caeca cupiditate correpti non intellegebant se dum vendunt et venire: pro ipso quidem Catone securum te esse iussi; nullam enim sapientem nec iniuriam accipere nec contumeliam posse, Catonem autem certius exemplar sapientis uiri nobis deos inmortalis dedisse quam Vlixem et Herculem prioribus saeculis.>

 

 

<Qualche tempo fa, caduto il discorso su Marco Catone, mostravi sdegno, tu che non tolleri le ingiustizie, perché i suoi contemporanei capirono poco Catone, perché lo relegarono più in basso dei Vatini, sebbene emergesse sopra i Pompei ed i Cesari, e ti sembrava intollerabile che gli fosse stata strappata di dosso la toga nel foro, quando stava per parlare contro una certa legge e che, trascinato dalla squadraccia di un partito sedizioso dai Rostri fino all'arco di Fabio, avesse dovuto sopportare gli insulti, gli sputi e tutte le altre angherie di una folla imbestialita

Allora io ti risposi che avevi ragione a sdegnarti per la causa della repubblica, dato che Publio Clodio da una parte, Vatinio dall'altra, e con loro tutti i peggiori, la mettevano in vendita e, presi dalla loro cieca cupidigia, non si rendevano conto che, vendendola, vendevano anche se stessi; ma per Catone, ti dissi di non darti pensiero, perché nessun saggio può ricevere né ingiuria né offesa, e gli dèi ci avevano dato Catone come un modello di uomo saggio, meglio definito che non l'Ulisse e l'Ercole che sono stati dati alle età primitive>


Seneca, De Constantia Sapientis




Emanuele Viotti

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