Febrarius mese delle purificazioni

<Gli antenati romani dissero Februe*1 le espiazioni:

e ancora molti indizi confermano tal senso della parola.

I pontefici al re e al flamine chiedono le lane,

che nella lingua degli antichi erano dette "februe".*2

Gli ingredienti purificatori -il fatto rostato e i grani di sale

che il littore prende nelle case prestabilite,*3 si dicono anch'esse "februe".

Porta lo stesso cone il ramo tagliato da un albero intatto 

che cinge di fronde le caste tempie dei sacerdoti.

 

Io stesso vidi la sposa del flamine,*4 chiede februe,

e alla sua richiesta le fu dato per februa un ramoscello di pino.
Infine tutto ciò che si usa per purificare i nostri corpi,

presso i nostri avi barbuti*5 aveva questo nome.

Da ciò il nome del mese, perché i Luperci con strisce di cuoio

percorrono tutta la città, e ciò considerano rito di purificazione;
oppure perché, passati i giorni Feriali, il tempo scorre puro,

una volta placati i Mani nei loro sepolcri*6.

I nostri vecchi credevano che gli oggetti purificatorii

potessero togliere ogni crimine ed ogni causa del male. [...]
Ah, troppo indulgenti, voi che credete si possano

 

purgare crimini funesti con le acque d'un fiume!

Ma sappi -affinché all'oscuro dell'ordine antico non erri- 

che il mese di Giano era il primo anche allora;

quello che segue gennaio, fu l'ultimo dell'antico anno*7:

quanto a te, Terminus*8, costituivi la fine delle feste sacre.

In effetti il mese di Giano è il primo, perché anche la porta (ianua)

viene per prima; l'ultimo era quello sacro ai Mani inferi.

Si crede che in seguito i decemviri abbiano fatto seguire

 

da presso questi due mesi separati da un lungo intervallo>

 

 

 

Ovidio, Fasti, II, 19-54

 

*1 I termini februum (o februm) e februare sono di derivazione sabina e significano rispettivamente "strumenti di purificazione" e "purificare": febbraio era il mese della purificazione del popolo (Varr. Lat 6,34 quod tum februarur populis)

*2 Shilling interpreta dubitamente il passo come allusione a un rito compreso nell'ambito della cerimonia di purificazione più nota che ha luogo nel mese di febbraio, quella dei Lupercalia (Plut. Romul. in cui non appaiono i personaggi citati da Ovidio).

*3 Il tradito certis sembra ancora preferibile alla pur attraente correzione di Heinsius tersis (accolta, tra gli altri, da Frazer). Le domus, dalle quali ministri dei pontefici (lictores) prendevano ingredienti rituali della purificazione (farro tostato e sale; sulla mola salsa), erano quella del Rex Sacrorum, situata vicino alla sede del pontefice massimo, e quella del flamen Dialis.

*4 La moglie del Flamen Dialis svolgeva funzioni liturgiche parallele all'attività del marito, con il quale aveva contratto un legame indissolubile.

*5 Portare la barba lunga era tipico del costume della Roma più antica: un notizia di Plinio (nat. 7,211, e Varr. rust. 2, 11, 10) ci informa che i primi barbieri passarono nella penisola italica dalla Sicilia nel 300aev circa, e che per primo a radersi quotidianamente fu Scipione l'Africano.

*6 allusione ai  Feralia (21 febbraio), dedicati agli imi Manes, che chiudono il ciclo dei dies parentales.

*7 vedi Calendario di Numa

*8 festa dei Terminalia, vedi *7

traduzione di Luca Canali

note di Marco Fucecchi

edizioni BUR 2006


Febbraio è dunque il mese delle purificazioni, ma purificazioni da cosa esattamente? E a quale scopo?

Per capirlo innanzi tutto bisognerebbe comprendere la posizione esatta di Febbraio all'interno del calendario romano (tema già trattato qui).
Se dunque febbraio si pone come secondo mese dell'anno allora la purificazione sarà (come sostiene Dario Sabbatucci, "La Religione Romana Antica") dall'apertura del nuovo anno, in quanto ogni nuovo inizio è legato ad un atto d'empietà in quanto un nuovo cambiamento.
Se invece è l'ultimo mese dell'anno, diventa una purificazione in previsione del nuovo anno, dai mal idel precedente.
In fine la strana ipotesi di avere febbraio come predecessore di gennaio potrebbe trattarsi di una purificazione dagli eccessi dei Saturnalia, in vista del nuovo anno.

L'idea forse più plausibile in realtà è che, accettata l'esistenza del doppio calendario civile e religioso, il mese di febbraio serva proprio come momento di purificazione dai festeggiamenti di Dicembre, di Gennaio, in previsione dell'inizio dell'anno sacro, che necessita certo di purificarsi (diversamente da quello civile).

Ad eccezione del rito descritto da Ovidio (supra) che era a livello pubblico, nel privato lo stesso autore dice chiaramente di purificarsi con ogni mezzo conosciuto, rimandiamo pertanto all'articolo Rito Romano I e XI per quanto riguarda le purificazioni.


Ancora oggi sopravvive questa memoria delle purificazioni con la festa cristiana dei Candelora (2 febbraio).


Segue l'elenco delle festività ed un breve accenno su ognuna di esse.
Le date sono inserite con il computo romano, per due ragioni:
1) permettere al lettore esperto di inserire nel feste nel sistema calendariale che reputa più appropriato (cosa impossibile con la nostra datazione ordinaria);

2) far prendere al lettore novizio dimestichezza con il sistema di computo inclusivo che conta i giorni mancanti dalla festa successiva;


Per la comprensione della datazione rimandiamo ai precedenti articoli: Kal-Non-Idus; Calendario Romano: Romuleo; Calendario Romano: Numa; "Calendario Romano: Cesare e successivi" (che verrà pubblicato il 7 febbraio); Come si legge il calendario romano?

  • Kal Feb N Iuno Sospita Mater Regina 
  • Non Feb NP
  • Idi Feb NP Parentalia: iniziano all'ora VI (mezzogiorno) e terminano il 21 con i Feralia, era un novendiale apotropaico dedicato ai morti familiari. Faunus  festa a Fauno presso il tempio a lui dedicato sull'Isola Tiberina, invocato nel suo aspetto di "indefinibile" (Cicerone) di "evento" e di "disorientatore" (Dario Sabbatucci)
  • ad [ante diem] XV Kal Mar NP Lupercalia festa purificatoria e della fertilità di grande importanza e troppo lunga spiegazione per questa sede.
  • ad XIII Kal Mar NP Quirinalia festa dedicata a Quirino, il Romolo divinizzato.
  • ad IX Kal Mar F Feralia nel calendario lunare doveva cadere in corrispondenza dell'ultimo quarto, legato al termine feralis (ferale) connesso alla morte, al rischio di morte, ai morti, per cui chiudeva i Parentalia. Era il giorno della Dea Tacita Muta. 
  • ad VIII Kal Mar C Caristia strettamente legata ai Feralia, suo prolungamento, cade eccezionalmente in un giorno pari (solo altre due feste lo fanno), una sorta di "festa del giorno dopo" dei morti
  • ad VII Kal Mar NP Terminalia festa dedicata a Terminus, dio che segna i confini, la fine.
  • [eventuale Mercedonius o giorno intercalare]
  • ad VI Kal Mar N Regifugium commemorazione della cacciata dei Re, ovvero la fine delle funzioni del Rex Sacrorum
  • ad III Kal Mar NP Equirra corsa di carri nel Campo Marzio istituita da Romolo, che introduce il mese di Marzo
  • pride Kal Mar (giorno precedente alle Calende di Marzo)
  • Kal Mar (le calende di Marzo)

 

A queste si aggiunge:
Fornacalia: festa della Dea Fornace (Ovidio) per la torrefazione del fatto, la data era scelta dai Capi delle Curie, comunque non oltre il giorno precedente i Quirinalia

 

Per le qualità dei giorni (F,N,C,FP,EN,NP,Q.ST.D.F. e Q.R.C.F.) vedi qui.

 

 

 

Emanuele Viotti

 

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Commenti: 2
  • #1

    Roberto Andreoli (lunedì, 01 febbraio 2016 10:23)

    Aggiungo una considerazione a carattere naturalistico che potrebbe in parte fare luce sull'aspetto purificatorio, purgativo di questa parte dell'anno, presente anche in altre tradizioni (come la quaresima cristiana): siamo nel pieno dell'inverno e i beni alimentari scarseggiano; coi Saturnali (oppure col Carnevale, in tempi cristiani) si esauriscono le riserve di "dolciumi" (fichi secchi, uva passa, e simili, noci, nocciole, semi di vario tipo, ecc.) e la Natura non offre altro se non pesce (alimento tipico della quaresima), pochi tipi di carni (gli animali sono in letargo o si riproducono poco), poche uova, pochi tipi di vegetali (cicorie, crucifere). Dunque per l'uomo antico il digiuno, la purificazione era d'obbligo in questo periodo.

  • #2

    Emanuele Viotti (lunedì, 01 febbraio 2016 14:45)

    Molto interessante Roberto Andreoli!
    Ovviamente i calendari e le festività sono costruiti sulla base degli eventi naturali, che a loro volta (per chi ha ragione di pensarlo) sono manifestazione fisica di una determinata forza divina. Quindi le rituaria, caratteristiche stagionali, e divinità risultano strettamente legate (questo balzando da storia, scienza e teologia).
    E' interessante per altro la questione dei pesci che cita (insieme ai vegetali che sono notoriamente validi per le purificazioni) in quanto nel rito di Tacita Muta accennato si sacrifica proprio del pesce.